Costumi da Clown e Pagliacci

Allegria o paura? Clown simpatico o Pagliaccio killer? Costumi da Clown e Pagliacci per tutti i gusti e tutti i pubblici!

Filtrare la lista
Cerca:

Dai pagliacci divertenti ai clown killer

vestiti pagliacci

Dai pagliacci divertenti ai clown killer. Se sei alla ricerca di un vestito da clown on line, questo è il tuo posto.

Questa figura particolare, divisa fra divertimento e malinconia, è molto amata da tutti i pubblici.E Funidelia presenta una fantastica collezione di vestiti da pagliaccio per tutti: uomo, donna, neonati... da non perdere assolutamente la sezione dedicata ai vari modelli di vestito di Carnevale da pagliaccio per bimba. I costumini che vi proponiamo per le piccole di casa sono teneri e adorabili!

Per il pubblico adulto abbiamo un'amplia collezione di costumi da clown horror. E poi ci sono vari modelli del costume di Carnevale da pagliaccio per adulto, un classico che continua a piacere e si trasforma in horror per Halloween.

Come trasformarsi in un Clown: trucco da clown, make up da pagliaccio

costumi pagliaccio

Il primo passo l’hai già fatto: sei sul sito giusto che ti aiuterà a selezionare il costume perfetto trasformarti nel pagliaccio che desideri.

Una volta scelto il costume da pagliaccio, non dimenticare due accessori fondamentali e iconici di questa figura: le scarpe da pagliaccio (sul nostro sito potrai scegliere tra vari modelli) e il naso rosso.

Una volta individuati il costume da pagliaccio che fa per te, le scarpe e il naso, non dimenticare il trucco da pagliaccio. Cosa sarebbe infatti un clown senza il trucco? Il make up da pagliaccio fa parte della trasformazione e dipingersi il viso da clown è davvero facile con i nostri set di makeup.

Su Funidelia ti offriamo la possibilità di scegliere il trucco per clown che preferisci. Puoi optare infatti tra i vari set di trucco da pagliaccio colorati oppure direttamente per una protesi in schiuma. Il trucco da clown in vendita su Funidelia è valido sia come trucco da clown per bambini che per adulti e la varietà del trucco fornito ti permette di realizzare sia un trucco da clown allegro che uno da clown horror.

E adesso facciamo un salto indietro nel tempo e addentriamoci nella storia di questo personaggio, cui origini risalgono a tempi molto remoti… conoscendo meglio il clown o pagliaccio, termini usati come sinonimo ma che rappresentano due figure diverse, il nostro travestimento da clown o pagliaccio sarà sicuramente più interessante.

Storia del Clown, l’antenato del pagliaccio

Le Dionise e le prime gare poetiche buffonesche

Le origini della figura del clown sono misteriose. Una delle tesi più accreditate tesi sulla sua nascita, fa risalire l’apparizione dei personaggi clowneschi alle Dionisie, le grandi feste pagane in onore del dio greco Dioniso, Bacco per ii Romani, dio del vino e dell’estasi.

Durante queste celebrazioni, comuni in tutto il mondo greco nel periodo della tarda primavera, si svolgevano gare poetiche buffonesche e spettacoli comico satirici.

Aristofane, il principale esponente della commedia greca antica, diceva che la commedia doveva satireggiare i personaggi politici del tempo e i fatti d’attualità. Ma alle autorità dell’epoca la satira polemica non piaceva e la commedia perse così, per poter sopravvivere, il suo carattere polemico. Agli improvvisatori venne concessa invece una maggiore libertà di espressione, perché a causa della loro carica burlesca, erano considerati innocui anche quando ridicolizzavano i potenti.

Dalla Grecia a Roma: la “fabula atellana”

La commedia però riprese presto la sua strada, passando dalla satira alla parodia, con la creazione di personaggi fissi e intrecci basati su equivoci e malintesi.

Il genere arrivò a Roma, dove già esisteva uno spettacolo comico, conosciuto come “fabula atellana”, dal nome della città di Atella (in Campania). Si trattava di una farsa, con argomenti fissi e linguaggio spesso osceno, nella quale comparivano quattro personaggi o maschere, sempre invariati:

  • Bucco: fanfarone, parlatore petulante, grossolano, sciocco e presuntuoso;
  • Dossennus: gobbo astuto, il parassita scaltro;
  • Mallus: mangione sciocco, il ghiottone;
  • Pappus: il vecchio stolto e rincitrullito, sempre beffato nei suoi desideri amorosi.

Buffoni e giullari: nasce un nuovo mestiere

costumi giullari

Dagli antichi improvvisatori delle feste in onore di Dioniso si era quindi sprigionata una voglia di risate connaturata ai bisogni dell’animo umano ed era nata una vera e propria arte e anche un nuovo mestiere, considerato però come un’attività inferiore dalle classi nobili.

I primi attori comici vennero spregiativamente chiamati buffoni o giullari. Esercitarono la loro professione presso le corti dei signori, divertendoli dopo le fatiche della politica e della caccia.

Nani e gobbi, giullari di corte

In molte epoche e in molti paesi (dalla Cina all’America precolombiana), erano i nani e i gobbi a ricoprire il ruolo di giullari. Nei mercati romani, si vendevano mostri ed esseri deformi; nani correvano nudi nei saloni delle matrone.

La mentalità dell’epoca (scientificamente infondata) era che il difetto di statura del nano corrispondesse a una mancanza di intelligenza, mentre la deformità del gobbo era collegabile all’aberrazione fisica del folle.

I Greci e i Romani impararono dall’Oriente come modificare orribilmente i corpi per creare dei “mostri”. In Grecia, i bambini venivano rinchiusi in ceste speciali, che li facevano restare nani, assicurando così una possibilità di guadagno.

Un’ossessione per la deformità del corpo umano che toccò il suo apice nel 1566, quando trentaquattro nani, quasi tutti deformi, servirono al banchetto dato a Roma dal Cardinal Vitelli.

Il primo nano di corte inglese fu Xit, durante il regno di Edoardo VI, e l’ultimo fu Copperin, il nano di Augusta, la principessa del Galles, madre di Giorgio III.

L’evoluzione della figura del giullare, dal Medioevo al mix di generi nell’Ottocento

Nei secoli bui del Medioevo, i giullari di professione iniziarono ad avere un posto di riguardo all’interno delle corti, anche se, apparentemente, veniva dileggiato e schernito da tutti; fino a diventare il protagonista delle farse e delle Commedie del Cinquecento Umanista.

Il Seicento è il secolo della Commedia dell’Arte e appaiono le maschere-clown. Fenomeno che ha la culla in Italia ma presto viene esportato all’estero, in Francia e in Gran Bretagna.

Con l’Illuminismo, la Commedia dell’Arte perse significato anche se continuò ad influenzare.

Nel XVII secolo nacquero le prime compagnie di attori professionisti e in Francia si distingue la compagnia fondata da Jean - Baptiste Poquelin, in arte Molière. È il trionfo della “Commedia del carattere” con capolavori come “L’avaro”, “Il Misantropo”, “Il malato immaginario”, “L’anfitrione”.

Qualche decennio più tardi, nacque in Italia la “Commedia d’ambiente” con Carlo Goldoni. L’Ottocento, invece, vide una continua confusione dei generi, con una mescolanza di comico e tragico, sempre più frequente soprattutto nel periodo romantico.

Nasce il Circo e la figura del Clown

costumi circo

Nasce il circo in Gran Bretagna e inizia un percorso in rapida salita con cui il teatro deve fare i conti.

Nel 1770 nacque a Londra il primo circo equestre, grazie di Philip Astley, un ex sottufficiale di cavalleria del reggimento dei Dragoni. Astley era molto abile nel montare con destrezza cavalli selvaggi e decise di sfruttare questa sua capacità per creare “L’Astley’s Amphitheatre” (L’Anfiteatro di Astley).

In un periodo di circa due anni, vennero inseriti nello spettacolo altri cavallerizzi e poi acrobati, equilibristi, trapezisti, domatori di animali feroci, giocolieri, fenomeni umani ed anche un’orchestrina che accompagnava in modo opportuno le varie esibizioni.

All’inizio mancavano all’appello i clown, così come li conosciamo oggi; ma ben presto gli originari improvvisatori si accorsero dell’opportunità che il circo equestre poteva loro offrire e fecero la loro comparsa sotto i tendoni. Il circo iniziò a raccogliere tutti quegli improvvisatori che si erano dispersi con la scomparsa della Commedia dell’Arte.

Gli improvvisatori acquisirono una nuova denominazione, non si sa se coniata da Astley o se ufficializzata direttamente dal pubblico inglese e identica in tutte le lingue: clown, termine di probabile origine tedesca, che nel suo senso più proprio significa “contadino”.

I clown avevano il compito di distendere l’atmosfera e rilassare gli spettatori tra un esercizio equestre e l’altro. Era il ritorno delle maschere della Commedia dell’Arte in versione anglosassone.

In Italia, il primo circo nacque nella prima metà del XIX secolo con Alessandro Guerra, soprannominato “Il furioso”, che esercitò anche in Spagna.

Joseph Grimaldi, inventa il travestimento da Clown

Il più tipico rappresentante della figura del clown sarà Joseph Grimaldi (1778-1837) legato al mondo della pantomima inglese, sotto l’influenza della Commedia dell’Arte italiana. Joey Grimaldi scelse come travestimento la maschera infarinata di Pedrolino, con la faccia rotonda punteggiata di lentiggini rosse e un costume abbastanza bizzarro, in sintonia con l'atmosfera fantastica delle rappresentazioni.

“Tramp” o “Hobo”, il clown inventato in America dopo la guerra di Secessione

Nel 1793, John Bill Ricketts, un cavallerizzo britannico, esportò il circo negli Stati Uniti d’America e lì l’attività venne gestita da impresari. Negli Stati Uniti venne anche creato un nuovo tipo di clown che apparve all’indomani della Guerra di Secessione e ridivenne attuale soprattutto dopo la crisi del 1929. Era il “tramp” o “Hobo”, simboleggiava la vittima popolare della guerra di Secessione, cioè il vagabondo, straccione e mal rasato, dal naso rubizzo da ubriaco, furbo e buffo, in pista per tutta la durata dello spettacolo.

Il Clown Bianco e il Clown Rosso

Il 1900 si apre con le due più importanti figure di clown già abbastanza definite: il clown bianco e il clown rosso.

Il trucco del clown bianco sembra che sia stato ispirato a quello di Pierrot, portato al successo dall’attore teatrale e mimo francese Jean-Gaspard Deburau. Il costume del clown bianco è elegante e lui è triste e malinconico, un sognatore innamorato, intelligente e furbo.

Il clown rosso o augusto discende delle prime figure comiche della pista, è colorato e allegro, buono e ingenuo e si mette sempre nei pasticci.

La crisi del clown e l’arrivo del mimo

Negli anni ‘50 e ‘60 la figura del clown cade in declino. Gli artisti si limitano a replicare il repertorio classico. La crisi del personaggio, che sembra ormai destinato a svanire, viene evidenziata dal film documentario del regista italiano Federico Fellini, “I Clown” del 1970.

A salvare la figura del clown ci pensò la scuola del Circo di Mosca e la nascita di una figura nuova nel panorama circense, quella del “mimo comico”.

Il mimo comico è un solista con una comicità diversa da quella del repertorio del clown. Introduce tecniche moderne di linguaggio del corpo, che escludono i dialoghi, e si coinvolgono gli spettatori.

Anche l’abbigliamento del mimo è diverso rispetto a quello del clown e per questo nel nostro catalogo i costumi da Mimo si trovano in una sezione a parte.

Arriva il clown assassino

In tempi più recenti, il pagliaccio inizia a venire associato ad un mondo diverso, più inquietante.

Determinante è la figura del clown horror creata da Stephen King.

Nel 1986 viene pubblciato “It”, romanzo horror e capolavoro di Stephen King. Dal libro viene tratta l’omonima serie televisiva che rende famoso il pagliaccio assassino e che stabilisce dall’allora la figura del clown come un personaggio creepy. Oggi infatti il costume It Il pagliaccio è tra i costumi più richiesti per Halloween e la moda del costume da clown horror impazza tra gli appassionati del genere.

Ma Pennywise non è l’unico clown horror che piace, quando parliamo di clown ispirati ai film horror, non possiamo dimenticare la passione per Il Joker e Harley Quinn, la coppia di “pagliacci malefici” dell’universo DC che regalano brividi da paura…

Top